Il governo punta sul gioco d’azzardo

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Il Governo, senza dubbio, sa quali “interventi” effettuare in generale per “far star bene” tutti i settori, ivi compreso il mondo del gioco d’azzardo che, forse, più di tutti ha necessità di ristrutturazione sopratutto a livello fiscale. Quindi, la frase del nostro Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, pronunciata durante il fine settimana “L’impegno del governo è quello di razionalizzare e ridurre la pressione fiscale” ha reso il settore-gioco assai “felice” presupponendo che tale riduzione sia foriera di crescita e sviluppo delle aziende. Ovviamente il mondo-gioco sa che questo intervento, e quello della lotta all’evasione” sono quelli indispensabili e sono esattamente ciò che ci si aspetta dall’Esecutivo per continuare “a sperare di sopravvivere”.

Tutto sta a credere che le aspettative si concretizzino, che le risorse che lo Stato si attende di recuperare dal “gioco sommerso” siano quelle che lo stesso aspetta e che i risultati “dell’emersione” vadano a favore del gioco lecito, che non rimangano solo parole. Quelle che si sono udite dall’esecutivo sono parole incoraggianti e che “fanno bene” a tutte le aziende… bisognerà poi constatare che i risultati sperati diano una “boccata di ossigeno” ai vari settori e particolarmente diano al mondo-gioco quella stabilità e riorganizzazione per il futuro che gli operatori richiedono ed attendono da tanto tempo. Lo Stato ha “dato tanto potere non legiferando” ai Comuni ed alle Regioni che hanno di conseguenza “stretto in una morsa” il gioco: sarebbe ora di intervenire e “pianificare nazionalmente” il tutto. Varrà la pena di investire “nelle parole” di chi governa?

Legge di stabilità sul gioco d’azzardo

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Come ormai tutti sanno, anche chi forse non “frequenta” il mondo del gioco d’azzardo, con il primo gennaio 2015 è entrata in vigore questa benedetta Legge di Stabilità che tanto farà penare gli operatori del settore: quindi, tutti assolutamente guardinghi ed il richiamo alla più completa attenzione viene lanciato da Raffaele Curcio, Presidente della Sapar -Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, a tutti gli iscritti. L’attenzione è da porsi, ovviamente, sul pagamento dell’addizionale di 500 milioni di euro a carico degli operatori degli apparecchi da intrattenimento collegati alle reti telematiche dei singoli concessionari: bisogna, prima di sottoscrivere qualsivoglia nuovo documento inviato appunto dagli stessi concessionari, farlo controllare dalla Sapar -Associazione nazionale che tutela gli interessi degli operatori. Quindi, nell’immediato, non sottoscrivere alcunchè!

Non v’è dubbio che questo “balzello” dei 500 mila euro sarà argomentazione assai sgradita a tutto il settore e che viene presa “con le pinze” per non incorrere in qualche “cavillo” che potrebbe costare assai caro. E stata una “pesante tegola” questa disposizione della Legge di Stabilità che rischia di destabilizzare l’intera filiera, da qui l’intervento di Sapar a tutela dei propri iscritti. Questa iniziativa è stata presa in attesa del decreto attuativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli –previsto entro il prossimo 15 gennaio- ed a seguito del comunicato stampa firmato da Sapar, As.Tro edAgisco che poneva l’attenzione sul mancato accoglimento delle proposte di distribuire equamente “quell’ingente pagamento” su tutta la filiera Vlt e Awp e non solo in capo ai soli gestori/esercenti di Awp. Vedremo gli sviluppi…

Il passo indietro dei casino di macao

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Macao, isola cinese ex colonia portoghese, è stata per tanto tempo regina incontrastata del gioco mondiale, spodestando in poco tempo addirittura le case da gioco di Las Vegas. Nell’ultimo anno però la situazione ha cominciato a cambiare e, purtroppo, a causa della corruzione che viaggia dilagando paurosamente e dell’infiltrazione delle organizzazioni criminali, il Governo ha dovuto introdurre misure restrittive che hanno contribuito al declino del settore con il conseguente crollo degli incassi. Sono senza dubbio lontani i tempi in cui vi erano margini di crescita del 30% ogni mese… gli incassi si sono ridotti di oltre il 33% e per cercare di “arginare” questa disfatta la Casa da Gioco The Venetian si è “buttata” sull’immagine di David Beckam per promuovere il gioco con un filmato di 120 secondi. Lo scopo di questa operazione è quello di “attirare” l’attenzione dei giocatori esteri, coinvolgendoli con immagini raffinate ed eleganti “degne” di personaggi VIP.

Lo stesso Beckam, a conoscenza della situazione economica e precaria della casa da gioco, al fine di tutelare la propria immagine, non si è fatto mai riprendere durante le fasi di gioco, ma soltanto accanto alle strutture del casinò: evidentemente, alla luce di quanto sta accadendo nell’isola a causa della corruzione si è pensato di non accostare la figura di Beckam al gioco cinese. Infatti se l’immagine di questo grande giocatore venisse “avvicinata” al gioco d’azzardo asiatico potrebbe anche determinarsi una perdita sul giro di affari che gravita attorno al suo personaggio che continua a vendere tutto ciò che possa fare marketing.

Le speranze del gioco d’azzardo

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Il “primo passo” per risolvere le varie problematiche economiche esistenti tra l’Erario ed il mondo del gioco d’azzardo è stato fatto. In pratica, le tredici società concessionarie degli apparecchi da intrattenimento hanno in qualche modo ottemperato alla scadenza del 30 aprile con un parziale versamento di quasi 100 milioni di euro, e per la differenza gli stessi concessionari hanno “rilasciato” una sorta di “cambiale” che si concretizza con i canoni di rete che gli stessi incassano ogni anno dal Ministero per la gestione della rete. Nonostante alcuni dettagli siano da mettere apposto tra gli operatori ed il Ministero dell’Economia e Finanza, si può dire che la “prima partita” si può ritenere conclusa in un modo o nell’altro dato che la “pingue” somma è già nelle casse dell’Erario.

Ora rimangono le aspettative del settore del gioco: prima di tutto le modalità di ripartizione tra i componenti della filiera per l’intero ammontare dei 500 milioni di euro, tenendo presente che il versamento della prima tranche sia da considerarsi una sorta di “mero anticipo” da parte delle tredici società concessionarie. L’altra aspettativa dei concessionari, ma anche dei gestori, è quella di conoscere gli “strumenti di coercizione” che le società di rete potranno usare nei confronti degli operatori che non hanno versato la parte spettante. La speranza dei concessionari è che le promesse del Governo, circa l’emanazione di un decreto che faccia chiarezza su tutto questo, si concretizzino quanto prima ed in ogni caso prima di ottobre, seconda e conclusiva tranche: il mondo-gioco non può aspettare.

Progetti lombardi per il gioco d’azzardo

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Si è sottolineato più volte quanto “impegno” ci stia mettendo la regione Lombardia per combattere il gioco d’azzardo patologico: lo contrasta con ogni forma legale possibile e “si mette di traverso” ormai da tempo ostacolando, sempre nella legalità ovviamente, l’apertura di nuove sale da gioco e la distribuzione delle “famigerate macchinette mangia-soldi”. In più il Comune, sempre con Viviana Beccalossi , Assessore al Territorio e paladina del “no slot” aveva indotto un bando che rende disponibili 3 milioni di euro per progetti di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il termine per presentare i progetti scadrà il prossimo 14 maggio e tante e numerose sono state le proposte pervenute da tutta la Regione.

Il bando, proposto dalla Regione Lombardia, ha come obbiettivo quello di accettare progetti per attività utili a prevenire la ludopatia, azioni di controllo e vigilanza del territorio, prevenzione nelle scuole sino alla mappatura di questo fenomeno sul territorio. Altro scopo di questo bando è quello di premiare coloro che presentassero un progetto che comporti un impegno contro la ludopatia ed “idee innovative” che portino a “spegnere” tra brevissimo tempo le “famigerate macchinette mangia-soldi”, allontanarle dalle scuole, dalle chiese e dagli oratori, dagli ospedali e dai centri di aggregazione: la cifra di 3 milioni di euro stanziata può essere un ottimo inizio per questi scopi. Si potrà con questo incentivo dare voce alle decine di Comuni lombardi che in questi mesi cercano di “arginare il dilagare” del gioco d’azzardo sui rispettivi territori, gioco portatore di poca sicurezza e tranquillità per i cittadini.